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ADDIO A ATTILIO PETROGALLI PILOTA STORICO DELLA REGOLARITA’ D’EPOCA ORGANIZZATORE DI GARE GRANDE APPASSIONATO DI ENDURO E PROVETTO TECNICO DI MOTO 

Nella foto da sinistra a destra: Gualtiero Brissoni, Pietro Gagni, il Presidente FMI Giovanni Copioli, Pierluigi Rottigni, l’indimenticato Attilio Petrogalli.  

Attilio Petrogalli ci ha lasciato mercoledì 19 agosto 2026 a Clusone in alta Val Seriana (BG) morto di asfissia causata dai fumi di un rogo, mentre cercava di disinfestare in un vecchio furgone alcune diverse centinaia vespe selvatiche.

In una terribile tragedia che si è consumata nel pomeriggio di mercoledì 19 agosto all’ex Vecchio Mulino di Rovetta, in Valle Borlezza, ha perso la vita Attilio Petrogalli, 73 anni di Clusone, conosciutissimo nel mondo del motociclismo.

L’incidente che gli è costato la vita si è verificato intorno tra le 17 e le 19 mentre Attilio Petrogalli stava cercando di bruciare un nido di vespe in un vecchio furgone abbandonato nel parco e, stando a quanto è stato possibile ricostruire, il fuoco si sarebbe esteso in modo imprevedibile al mezzo, facendo perdere il controllo della situazione a Attilio.

Petrogalli indossava una giacca in pelle da motociclista e, sempre per proteggersi da eventuali punture delle vespe, dal casco integrale. Sembrerebbe che i fumi e le esalazioni dell’incendio siano entrati nel casco, uccidendolo per asfissia.
In quel momento Attilio Petrogalli era da solo e i soccorsi sono scattati soltanto quando qualcuno ha notato, passando dalla strada statale della Valle Borlezza, la presenza di fumo e fiamme nel grande parco dell’ex Vecchio Mulino, nel quale Attilio si recava per dare una mano ai proprietari soprattutto nella cura del verde e degli animali da cortile.
Quando è stato chiamato il 112 per le emergenze nell’ex ristorante-albergo di Rovetta si sono portati i Carabinieri della Compagnia di Clusone e i Vigili del fuoco.
Accanto al furgone in fiamme c’era il corpo di Attilio Petrogalli disteso sul prato, ancora con il casco indossato.
Circostanza che in un primo tempo ha insospettito i Carabinieri, ma che è stata poi chiarita quando, trovati i documenti dell’uomo nell’auto parcheggiata nei pressi del Vecchio Mulino, hanno contattato la moglie Bruna, che ha riferito loro le intenzioni del marito di ripulire l’area dal nido di vespe.

Sono stati i figli Marcello e Michele, accorsi sul posto, a riconoscere il padre. Rimosso il casco, aveva il volto ricoperto di fuliggine, circostanza che ha confermato la ricostruzione dell’accaduto.
La salma di Attilio Petrogalli è stata composta nella chiesa di San Defendente a Clusone, dove domani venerdì 21 agosto alle 14,30 partirà il funerale, che verrà celebrato nella basilica di Santa Maria Assunta.

In tantissimi, increduli, stanno facendo visita alla salma e si stringono alla moglie, ai figli e agli altri familiari. Tra di loro molti campioni proprio come Attilio Petrogalli, che oltre a essere stato un’eccellenza dell’enduro, prima come pilota e poi come meccanico e assistente, aveva avuto un trascorso sui podi dello sci di fondo, tanto da vincere il titolo italiano del Csi negli anni Settanta. Poi l’attività nel negozio di motocicli e officina, la Petrogalli Snc insieme ai figli, l’organizzazione di eventi come il Motor Party e la vicinanza costante al mondo dei motori. Sua e dell’amico Bortolo Balduzzi l’idea di organizzare la mostra permanente di Moto Guzzi storiche in largo Locatelli a Clusone.
Da parte di tutta la redazione di EnduroChampions e del suo caro amico Dario Agrati le più sentite condoglianze alla famiglia con un caro e forte abbraccio.
Credit notizie: Paolo Confalonieri